Le scadenze 730/2026
16 marzo 2026
Consegna della CU (modello sintetico) al lavoratore/percettore da parte dei sostituti d’imposta (datori di lavoro, INPS, ecc.) e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate per le CU relative a redditi di lavoro dipendente, assimilati e lavoro autonomo non abituale.
30 aprile 2026
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione online il Modello 730 precompilato; da questa data il contribuente può accedere alla dichiarazione, consultare i dati già inseriti e verificare le informazioni utilizzate per la predisposizione del modello.
15 maggio 2026
Dal 15 maggio 2026 è possibile accettare, modificare e trasmettere il 730 precompilato tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate; è quindi il momento giusto per controllare con attenzione eventuali dati mancanti, inesatti o da integrare.
20 giugno 2026
Entro questa data il 730 precompilato già inviato può essere annullato una sola volta, cosi da poter essere nuovamente trasmesso con i dati corretti.
30 settembre 2026
Il 30 settembre 2026 è il termine ultimo per presentare il Modello 730/2026, sia precompilato sia ordinario, per i contribuenti che utilizzano questa modalità dichiarativa.
25 ottobre 2026
Entro questa data, nei casi previsti, è possibile presentare il 730 integrativo tramite CAF o professionista abilitato, per correggere o integrare una dichiarazione già trasmessa.
2 novembre 2026
Se non è più possibile intervenire con il 730, resta la possibilità di presentare il modello Redditi PF 2026 correttivo nei termini entro il 2 novembre 2026.
Novità 730/2026
Sintesi di cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026:
- conferma della struttura IRPEF a tre scaglioni;
- aggiornamento del cuneo fiscale e delle regole sulla detrazione da lavoro dipendente;
- introduzione di meccanismi collegati alla somma aggiuntiva esente fino a 20.000 euro e all’ulteriore detrazione nella fascia 20.000-40.000 euro;
- revisione delle regole sui familiari a carico, con una restrizione del perimetro delle detrazioni;
- introduzione di due nuovi righi del quadro T relativi alle cripto-attività;
- nuove regole per Superbonus e bonus edilizi, con aggiornamenti sulla ripartizione e sulla detrazione delle spese;
- conferma delle principali spese detraibili, tra cui spese sanitarie, istruzione, abonamenti ai trasporti e attività sportive per i ragazzi;
- estensione della dichiarazione semplificata anche ad alcune ipotesi di redditi a tassazione separata o imposta sostitutiva;
- evoluzione della precompilata, sempre più completa e orientata a facilitare il controllo e l’invio della dichiarazione.
IRPEF, detrazione lavoro dipendente e nuovo bonus fino a 960 €
Aliquote e detrazione lavoro dipendente
La struttura a tre aliquote IRPEF viene confermata anche per i redditi 2025:
- 23% fino a 28.000 €;
- 35% tra 28.000 e 50.000 €;
- 43% oltre 50.000 €.
La vera novità per i dipendenti è nel combinato tra nuova detrazione e misure aggiuntive in busta paga:
- la detrazione per lavoro dipendente dell’art. 13 TUIR sale a 1.955 € per i redditi fino a 15.000 €.
- la no tax area per i dipendenti viene di fatto allineata a 8.500 €, come già avviene per i pensionati, con un effetto diretto sul 730/2026: per molti rapporti part-time l’imposta lorda può risultare azzerata.
Somma aggiuntiva esente: come funziona nella pratica
Accanto alla detrazione, la Legge di Bilancio 2025 introduce una somma aggiuntiva esentasse per i soli redditi di lavoro dipendente fino a 20.000
La somma non concorre alla formazione del reddito imponibile e viene riconosciuta dal datore di lavoro, sulla base del reddito rapportato ad anno, con queste percentuali:
- 7,1% se il reddito di lavoro dipendente non supera 8.500 €;
- 5,3% se il reddito è sopra 8.500 € e fino a 15.000 €;
- 4,8% se il reddito è sopra 15.000 € e fino a 20.000 €.
Attenzione: la fascia percentuale si determina sul reddito annuo teorico rapportato ad anno, ma la percentuale si applica al reddito di lavoro dipendente effettivamente maturato.
Ulteriore detrazione per redditi 20.000-40.000 €
Per i dipendenti con reddito complessivo tra 20.000 € 40.000 € è prevista una ulteriore detrazione IRPEF rapportata al periodo di lavoro:
- tra 20.000 e 32.000 € l’ulteriore detrazione teorica è pari a 1.000 €;
- tra 32.001 e 40.000 € l’importo decresce con una formula lineare fino ad azzerarsi oltre i 40.000 €, tipicamente: 1.000 x (40.000 – reddito complessivo) / 8.000, da rapportare al periodo di lavoro.
Anche questa misura può non essere stata riconosciuta in tutto o in parte in busta paga (per prudenza del sostituto), e il 730/2026 diventa lo Strumento per recuperarla a consuntivo, generando un rimborso aggiuntivo in sede di conguaglio.
Familiari a carico: la mini-rivoluzione
Figli: solo 21-30 anni (salvo disabili)
Dal periodo d’imposta 2025, recepito nel 730/2026, la detrazione per figli a carico si concentra su una platea molto più ristretta:
- figli di età pari o superiore a 21 anni e inferiore a 30 anni;
- figli disabili, per i quali non opera più alcun limite di età.
I figli oltre i 30 anni non possono più essere fiscalmente a carico, a meno che siano riconosciuti disabili: escono quindi dalle detrazioni per carichi di famiglia anche se non lavorano o hanno redditi minimi.
Per questi figli “21-30” e per i figli disabili resta la detrazione base (circa 950 € per figlio), modulata in base al reddito complessivo del genitore, con specifiche maggiorazioni in presenza di disabilità e, dove previsto, di età più bassa.
I figli minori di 21 anni non danno più diritto alla detrazione per carichi di famiglia, perché già coperti dall’Assegno Unico; tuttavia, vanno comunque indicati nel quadro familiari del 730 per collegare correttamente le spese detraibili (mediche, sportive, istruzione, ecc.).
Limiti di reddito e altri familiari
Restano confermate le soglie reddituali per considerare un familiare fiscalmente a carico:
- 4.000 € per i figli fino a 24 anni.
- 2.840,51 € per i figli sopra i 24 anni e per gli altri familiari.
Dal 2025-2026, la detrazione per carichi di famiglia si concentra solo sugli ascendenti conviventi (genitori, nonni), mentre escono dal perimetro detraibile fratelli, sorelle, suoceri, generi e nuore, salvo il diverso regime di certe spese sostenute nel loro interesse.
Nel prospetto dei familiari a carico del 730, la codifica distingue:
- Il codice specifico per gli ascendenti (genitori, nonni) conviventi,
- un diverso codice per gli altri familiari non ascendenti, per i quali non spetta più la detrazione per carichi di famiglia ma restano possibili le detrazioni per oneri sostenuti nel loro interesse (spese mediche, assistenza, ecc.) se ne ricorrono i presupposti.
Quadro T: due nuovi righi relativi alle cripto- attività
Nel 730/2026 (redditi 2025) il Quadro T introduce una novità mirata sulle cripto-attività: arriva la “Sezione X – cripto-attività: valutazione al valore normale“, con i nuovi righi T118 e T119.
Questi righi servono a gestire i casi in cui il valore fiscale deve essere determinato agganciandosi al valore normale e, di conseguenza, va indicata l’imposta dovuta, con le relative modalità di versamento e rateizzazione previste dal modello.
In sostanza, l’Agenzia rende più esplicita e tracciabile nel 730 la valorizzazione delle cripto secondo il criterio del valore normale, richiamando l’art. 9 del TUIR e collegandolo alle cripto-attività richiamate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies, TUIR.
Scelte sui bonus
lavori edilizi
Bonus casa, pochi spazi per cambiare tra 36 e 50%
Dal 2025 la detrazione per il recupero edilizio, il sismabonus e l’agevolazione per il risparmio energetico restano al 50% solo se il contribuente ha un diritto reale e la casa è adibita ad abitazione principale, altrimenti scendono al 36 per cento.
In alcune situazioni, però, si possono fare modifiche mirate. Quando ci sono più persone che hanno diritto alla detrazione, il bonus può spettare anche a chi non è intestatario del bonifico e/o della fattura, purché abbia sostenuto le spese. E questo a prescindere dal fatto che il bonifico sia stato eseguito da un conto cointestato. Per farlo, bisogna integrare manualmente la fattura «con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale». È una scelta che va compiuta con cura, perché una volta iniziato il piano di detrazione non si potrà più cambiare.
Locazioni
Affitti brevi, la cedolare si applica (o no) nel 730
La cedolare secca sugli affitti brevi si sceglie nella dichiarazione dei redditi (a meno che il contratto short term sia stato registrato, il che non accade quasi mai). Perciò nel modello 730 il locatore dovrà:
- scegliere se applicare la cedolare secca o
- tassare i canoni con l’Irpef e le sue addizionali;
- quando i canoni del 2025 derivano da due, tre o quattro appartamenti, scegliere quale è il primo, con cedolare secca al 21%, anziché al 26% (l’opzione è concessa fino a quattro appartamenti perché oltre questa soglia nel 2025 scattava il regime d’impresa; regime che dal 2026 scatta oltre i due alloggi).
Guardando all’imposta dovuta, la cedolare al 21% è sempre più vantaggiosa dell’Irpef, anche per chi ricade nel primo scaglione di reddito fino a 28mila euro (perché paga il 23% di Irpef più le addizionali locali su un canone ridotto del 5% anziché il 21% sul canone pieno). Per questi soggetti, invece, la cedolare secca al 26% è più cara della tassazione ordinaria, e probabilmente non verrà opzionata.
Chiaramente chi si trova nel secondo e terzo scaglione (Irpef al 33 e 43%) avrà sempre convenienza a scegliere la cedolare se guarda all’imposta dovuta.
Rimborsi sanitari 2026
Le spese sanitarie e quelle per persone con disabilità, nei righi da El a E4, vanno indicate al netto dei rimborsi ricevuti nel 2025. E’ l’ipotesi delle spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati (da datori, enti pensionistici o dagli stessi contribuenti) a enti o casse, con fine solo assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali, e che, fino a 3.615,20 euro, non hanno contribuito a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente.
Spese mediche pesanti con chance di rateazione
Sempre in tema di costi sanitari, c’è un’altra possibile scelta da compiere. Se le spese indicate – incluse quelle per familiari a carico affetti da patologie esenti e quelle per persone con disabilità – superano in totale 15.493,71 euro, la detrazione del 19% può essere divisa in quattro rate annuali. E un’opzione che torna utile a chi non ha capienza fiscale.
Chi ha redditi over 75mila deve scegliere gli sgravi
I contribuenti che nel 2025 hanno avuto un reddito complessivo superiore a 75mila euro, possono portare in detrazione spese agevolate dal fisco solo entro una certa soglia massima. Soglia che dipende dal reddito stesso e dal numero di figli fiscalmente a carico.
Chi nel 2025 ha sostenuto spese detraibili che sforano il massimale dovrà decidere il da farsi: barrare la casella «Riordino delle detrazioni non automatizzato» (intestazione del Quadro E) per individuare autonomamente gli oneri e le spese da conteggiare; oppure lasciar fare al sistema in automatico.
Con un reddito oltre 75mila euro e fino a 100mila, la soglia base è 14mila euro, ridotta a 8mila euro se il reddito è superiore a 100mila euro.
Lavoro
Premi di risultato, l’opzione dell’Irpef
I dipendenti privati, con contratto a tempo determinato o indeterminato, possono scegliere come tassare le somme percepite nel 2025 per premi di risultato o erogate sotto forma di partecipazione agli utili d’impresa.
Si tratta dei contribuenti che nell’anno d’imposta 2024 hanno avuto redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.
Di base, il datore di lavoro assoggetta questi compensi all’imposta sostitutiva del 5%, tranne nel caso di espressa richiesta da parte del lavoratore per la tassazione ordinaria, o nel caso in cui verifichi che quest’ultima sia più favorevole.
Sostitutiva sulle mance e tassazione ordinaria
Discorso analogo ai premi di risultato vale per le mance percepite dal personale del settore ricettivo e della ristorazione. Anche qui c’è una tassazione sostitutiva (pari al 5%) che viene applicata di default dal datore di lavoro — salvo rinuncia scritta – agli addetti che nel 2024 hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non oltre 75mila euro e nella dichiarazione dei redditi si può invertire la scelta (rigo C16, colonna 5 e 6).
Buste paga
Trattenute rateizzate per chi chiude a debito
Se dal modello 730 emerge un debito d’imposta a titolo di saldo e primo acconto (ad esempio per Irpef o cedolare secca), il sostituto d’imposta trattiene la somma dalla prima retribuzione utile, o secondo mese utile nel caso dei pensionati. Una possibilità ormai assodata – ma da non dimenticare – è quella di chiedere la rateizzazione della trattenuta, fino a un massimo di cinque rate per i dipendenti.
Versamenti
Molti bonus o case sfitte: si può tagliare l’acconto
Se nel 2026 vengono pagate molte spese detraibili o se una casa locata resta sfitta, si può prevedere che le imposte da versare saranno più basse di quelle del 2025: in questi casi – e in altre situazioni simili – si può chiedere la riduzione della seconda o unica rata di acconto relativo all’Irpef e alla cedolare che sarà trattenuto a novembre dal sostituto d’imposta.
