Potenziate le misure su buoni pasto e premi di risultato. Confermati i Fringe Benefit.
Fringe Benefit, buoni pasti, detassazione dei premi di risultato e previdenza complementare. La Legge di Bilancio 2026 ha segnato un ulteriore punto di svolta per il welfare aziendale in Italia, consolidando strumenti precedentemente sperimentati e introducendo nuove misure strutturali volte a mitigare l’inflazione, sostenere il reddito reale di lavoratrici e lavoratori e a rafforzare il legame tra azienda e personale in un’ottica di benefici reciprochi ( vedi articoli FRINGE BENEFIT DIPENDENTI e FRINGE BENEFIT AMMINISTRATORI).
Buoni Pasto
Tra le principali misure, spicca quella sui buoni pasto elettronici, la cui soglia di esenzione, fiscale e contributiva, giornaliera sale da 8 a 10 euro, mentre rimane invariata a 4 euro per i buoni cartacei.
Ciò conferma la volontà del legislatore da una parte di incentivare il formato digitale e dall’altra, soprattutto, di dare un segnale chiaro su come riconosca il buono pasto come uno strumento di welfare quotidiano, capace di incidere concretamente sul benessere reale delle persone, soprattutto in un contesto di lavoro sempre più flessibile e ibrido. Lato azienda, ciò permette di sostenere il potere d’acquisto del proprio personale senza impatti sul costo del lavoro.
Fringe Benefit
Un altro punto chiave dell’ultima Manovra in termini di welfare aziendale è rappresentato dalla conferma dell’impianto dei fringe benefit (che possono comprendere, tra gli altri, voucher spesa, carburante ma anche rimborsi per le utenze domestiche).
Fino al 2027 restano, infatti, in vigore le soglie di esenzione già previste, ovvero massimo 1.000 euro annui per tutte le lavoratrici e i lavoratori e massimo 2.000 euro annui per chi ha figlie e figli fiscalmente carico.
Premi di risultato
Terzo elemento cruciale della Legge di Bilancio riguarda la detassazione dei premi di risultato, che viene rafforzata prevedendo per gli anni 2026 e 2027 un’ulteriore riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle somme erogate sotto forma di premi di risultato o di partecipazione agli utili d’impresa, che passa dal 5% all’1%.
Al contempo viene innalzato il limite di reddito agevolato che sale da 3.000 a 5.000 euro. La misura, va ricordato, si applica a lavoratrici e lavoratori lavoratori dipendenti del settore privato che nell’anno precedente hanno percepito un reddito non superiore a 80.000 euro.
Previdenza complementare (1-7-2026)
Infine, da non sottovalutare anche le novità introdotte in materia di previdenza complementare e conferimento del TFR, il trattamento di fine rapporto. Per i neoassunti dal primo luglio 2026 scatta infatti il meccanismo del silenzio-assenso per il conferimento del TFR ai fondi pensione di categoria. Se la lavoratrice o il lavoratore non esprime rifiuto esplicito entro sei mesi, il TFR stesso viene destinato automaticamente alla previdenza complementare. Per incentivare questa scelta, i contributi versati dal datore di lavoro al fondo pensione sono esclusi dal computo del reddito fino a un tetto di 5.164,57 euro, con procedure semplificate di deduzione.
La Legge di Bilancio 2026 conferma la centralità del welfare aziendale, rafforzandone alcuni presidi e introducendo di nuovi.
In questo modo il ruolo delle imprese continua ad evolvere, perché si consente loro di costruire ecosistemi di well-being capaci di rispondere a bisogni reali, quotidiani e di lungo periodo.
